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L'INIZIATIVA

L'App che dona medicine al Venezuela

di Alessandra Stoppa

06/03/2017 - Il progetto del Banco farmaceutico e di Fondazione Tim per rispondere all'emergenza sanitaria che vive il Sudamerica, dove anche negli ospedali mancano i medicinali. E crescono le morti per mancanza di cure. Basta un click

«L’altro pomeriggio ho fatto due ore di macchina per trovare, in una parrocchia di un prete amico, un antibiotico per l’amica di una delle mie figlie, che ha tredici anni: è in ospedale con un’infezione all’appendice e non ci sono antibiotici. E quello è uno degli ospedali più importanti di Caracas». Racconta Alejandro, padre di famiglia, dalla capitale venezuelana, dove si fa sempre più grave l’emergenza farmaci, che coinvolge tante zone del Sud America.

«La carenza di medicine nel Paese è dell’85 per cento», ha dichiarato il 27 gennaio, Freddy Ceballos, il presidente della Federazione farmaceutica del Venezuela (Fefarven). Tanto che il Parlamento ha dichiarato la «crisi sanitaria umanitaria».
In milioni vivono con pochi dollari al giorno e non hanno accesso alle cure minime. Negli ospedali, in moltissimi casi, manca tutto. Anche le risorse per portare a termine un parto cesareo.

Per questo, la Fondazione Banco Farmaceutico, in collaborazione con la Fondazione Tim, ha realizzato DoLine per rispondere alle tante richieste delle realtà caritative. I farmaci che donerai verranno direttamente consegnati all'ente che ne ha fatto richiesta.
È una possibilità semplice per aiutare: basta andare sul sito www.doline.it o scaricare l’App e acquistare, attraverso le farmacie che aderiscono all'iniziativa, uno o più farmaci. I medicinali vengono dati direttamente all'ente caritativo che ne ha fatto richiesta. L’App ha un sistema di tracciabilità del farmaco, per cui si può essere informati sulla consegna del farmaco.
Si può donare da oggi fino al 6 settembre.

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Credits / © Editrice Nuovo Mondo srl - Via Porpora 127, 20131 Milano P.I. 01919860153 / © Fraternità di Comunione e Liberazione per i testi di Luigi Giussani e Julián Carrón / Note legali