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BANCO FARMACEUTICO
Giornata di Raccolta del Farmaco

di Emmanuele Michela

11/02/2009 - Sabato 14 febbraio in tutta Italia la Giornata di Raccolta del Farmaco: in 3.000 farmacie sarà possibile acquistare alcuni prodotti “da banco” che verranno ridistribuiti a enti assistenziali

Torna anche quest’anno, il secondo sabato di febbraio, la Giornata di Raccolta del Farmaco: un’iniziativa partita nel 2000 in Lombardia e che nell’edizione 2009 conterà le adesioni di oltre 3.000 farmacie sparse in 78 province italiane. Con una proposta chiara e semplice: per l’intera giornata di sabato 14 febbraio sarà possibile acquistare alcuni prodotti “da banco” da ridistribuire, poi, ad enti assistenziali.
Il 2008 ha visto risultati eccezionali: in un solo giorno sono stati raccolti più di 300mila farmaci, con una media di partecipazione di due clienti su tre. Quest’anno l’obiettivo è confermare questo dato, come ci spiega Marcello Perego, direttore del Banco Farmaceutico: «Abbiamo deciso di coinvolgere un maggior numero di esercizi dove sarà effettuata la raccolta e di intensificare la campagna pubblicitaria. Perché nel difficile momento attraversato dalla nostra società aumentano anche i bisognosi».
In piena crisi economica, un gesto di carità come quello del Banco Farmaceutico è il modo più semplice per rispondere: «Quando si è in difficoltà si tende a chiudersi su sé stessi, mentre un’iniziativa così fa comprendere come il primo modo per affrontare i problemi sia il condividere», continua Marcello. Che poi è il motivo per cui nove anni fa è nata la Giornata per la Raccolta del Farmaco: lo scopo, oggi come allora, è quello di aiutare gli indigenti collaborando con enti assistenziali locali, e al contempo di educare l’uomo alla condivisione e alla gratuità.
Per sapere come ha preso avvio il Banco occorre tornare indietro negli anni: Marcello e alcuni suoi amici si erano appena laureati in Farmacia e la Compagnia della Opere aveva proposto loro di iniziare a lavorare con alcuni enti locali, già assistiti dal Banco Alimentare, che necessitavano di un sostegno “farmaceutico”. «Al momento declinammo la proposta, convinti che fosse difficile realizzare un modello come quello del Banco Alimentare nel nostro campo. Ci sembrava troppo particolare e complesso. Poi, però, le richieste continuavano ad arrivare e noi, nel frattempo, avevamo conosciuto alcuni farmacisti: così abbiamo deciso di iniziare a studiare qualcosa che potesse rispondere a queste necessità».
Da allora il Banco Farmaceutico ha cercato di coinvolgere nella sua opera più persone possibile: sono tante le storie che testimoniano come da questo piccolo gesto sia sorto qualcosa di molto più grande. «Subito dopo la raccolta, i farmaci vengono lasciati presso la farmacia, dove vengono ritirati dall’ente: così sono tantissimi i commercianti diventati amici e sostenitori degli enti stessi. A Como, una farmacista ha conosciuto in negozio alcuni volontari e, affascinata dal loro gesto, si è proposta lei stessa come volontaria l’anno successivo». È un esempio, spiega Perego, raccontando dei tanti farmacisti colpiti dal bene che emerge dall’iniziativa: «Mi dicono che, in questa giornata, riescono a vedere i clienti sotto un aspetto più umano». È così quindi, attraverso piccoli gesti il modo in cui si prova a costruire qualcosa: un’educazione alla carità e alla gratuità: «Se ne vale la pena? Anni fa aiutammo un uomo che ne aveva bisogno attraverso il Banco. Pochi mesi dopo è tornato da noi. Aveva guadagnato dei soldi, e voleva comprare dei farmaci. Da regalare a chi ne aveva bisogno, come lui».

Per info: www.bancofarmaceutico.org

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