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«Questa è la grazia di oggi: fare memoria»

Omelia di papa Francesco alla messa con i Cardinali residenti a Roma (Cappella Paolina, 17 dicembre 2016)

19/12/2016

Nel momento in cui la vigilante attesa si fa più intensa nel percorso dell’Avvento; in questo momento in cui la Chiesa, oggi, incomincia a pregare con le grandi antifone, momento forte nel quale ci avviciniamo al Natale, la Liturgia ci fa fermare un po’. Dice: «Fermiamoci», e ci fa leggere questo passo del Vangelo. Cosa significa questo fermarsi in un momento che va progredendo in intensità? Semplicemente, la Chiesa vuole che noi facciamo memoria: «Fermati, e fa’ memoria. Guarda indietro, guarda la strada». La memoria: questo atteggiamento deuteronomico che dà all’anima tanta forza. La memoria che la Scrittura stessa sottolinea come modo di pregare, di incontrare Dio. «Ricordatevi i vostri capi», ci dice l’autore della Lettera agli Ebrei (13,7). «Richiamate alla memoria quei primi giorni…» (Eb 10,32): la stessa cosa. E poi, nella stessa Lettera, quella schiera di testimoni, nel capitolo XI, che hanno fatto strada per arrivare alla pienezza dei tempi: «Fate memoria, guardate indietro per poter andare meglio avanti». Questo è il significato della giornata liturgica di oggi: la grazia della memoria. Bisogna chiedere questa grazia: non dimenticare.
È proprio dell’amore il non dimenticare; è proprio dell’amore l’avere sempre sotto gli occhi tanto, tanto bene che abbiamo ricevuto; è proprio dell’amore guardare la storia: da dove veniamo, i nostri padri, i nostri antenati, il cammino della fede… E questa memoria ci fa bene, perché rende ancora più intensa questa vigilante attesa del Natale. Un giorno quieto. La memoria che prende dall’inizio l’elezione del popolo: «Gesù Cristo, Figlio di Davide, Figlio di Abramo» (Mt 1,1). Il popolo eletto, che cammina verso una promessa con la forza dell’alleanza, delle successive alleanze che va facendo. Così è il cammino del cristiano, così è il nostro cammino, semplice. Ci è stata fatta una promessa, ci è stato detto: cammina alla mia presenza e sii irreprensibile come è nostro Padre. Una promessa che sarà piena, alla fine, ma che si consolida con ogni alleanza che noi facciamo con il Signore, alleanza di fedeltà; e ci fa vedere che non siamo stati noi a eleggere: ci fa capire che tutti noi siamo stati eletti. L’elezione, la promessa e l’alleanza sono come i pilastri della memoria cristiana, questo guardare indietro per andare avanti (continua a leggere sul sito della Santa Sede)



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