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Una folle amicizia

di Luca Marcora

31/03/2017 - Due donne completamente diverse tra loro. Inaspettatamente diventano amiche nella comunità per disturbi mentali dove sono ospitate. La loro storia in "La pazza gioia", vincitore di cinque David di Donatello

Per che cosa si vive? Le due protagoniste - «due pazienti di una struttura psichiatrica che scappano insieme, una prepotente e l’altra spaventata che le va dietro con il batticuore», come le ha raccontate il regista Paolo Virzì parlando dell’idea originale del film - sembrano offrire due risposte completamente diverse.

Per Beatrice la vita acquista il suo valore tra un Martini ben fatto e un giro in barca, come era solita fare un tempo con il marito, prima che la rinchiudessero per aver sperperato tutto il patrimonio di famiglia. Il mondo di cui ha nostalgia è quello dei personaggi importanti, dei politici, degli imprenditori e dei magistrati, un mondo che inevitabilmente mischia un passato vero con i vaneggiamenti dettati dal suo presente stato mentale.

Totalmente opposto è quello di Donatella: alle spalle ha una madre troppo ossessiva (Galiena) e un padre invece assente (Messeri), che lei però adora e idealizza, anche se in realtà non è mai stato quel grande uomo che ha sempre raccontato di essere. Ma soprattutto il suo è un mondo costruito su fragilità e dolore, nel quale non è in grado di reggersi con le proprie gambe, come efficacemente suggerisce la sua prima apparizione nel film. Chiusa nella sua depressione e imbottita di farmaci per dimenticare la sofferenza, la tiene in vita solo il desiderio di poter rivedere il suo bambino, avuto con il padrone del locale in cui lavorava come cubista e toltole dai servizi sociali a causa della sua instabilità che l’aveva portata a tentare di annegarsi con lui.

Tra le due donne, così anche esternamente opposte, scatta qualcosa. Bruni Tedeschi e Ramazzotti, forse nei loro migliori ruoli di sempre, incarnano alla perfezione questa bislacca amicizia nella quale entrambe si cercano e si completano, si respingono, si perdono e si ritrovano, in un girovagare dove il tono da commedia non banalizza mai il vero tema centrale della vicenda, che poi è ciò che le unisce davvero: la necessità di essere dentro un rapporto che dia senso al vivere.

La loro amicizia, folle, ma sincera, è la porta attraverso la quale viene a galla in tutta la sua portata l’esigenza di essere legate a qualcuno. Beatrice smania di entrare in rapporto con chiunque, aiutandolo a modo suo - cioè parlando e parlando, ininterrottamente… -, o fingendosi quella che non è. Lei i rapporti se li cerca, all’occorrenza se li crea; anche con l’ultima arrivata come Donatella. Dal canto suo anche la giovane desidera un rapporto vero che la faccia uscire da sé, ma è talmente fragile che non sa proprio come costruirlo. E prima ancora che con il figlio, è con il padre che lo cerca, anche se questo non ha mai voluto prendersi le sue responsabilità verso di lei: «Nel mondo senza Legge della follia, la speranza è riposta nella figura di un padre glorioso, infinitamente atteso da un mare infinito, che dovrebbe riportare giustizia con le sue mani grandi, mani senza fine che suonano note di canzone come carezze» (D. Zanolin), come recitano le parole della canzone Senza fine di Gino Paoli, che il padre le ha sempre fatto credere essere una sua composizione. Dopo tanto vagare apparentemente senza meta, e dopo avere anche parlato con il padre, Donatella riesce finalmente a incontrare il bambino e a giocarci insieme. La sua attesa è appagata e in quel momento impara anche ad accettare di essere curata e di dover tornare a Villa Biondi, dove anche Beatrice è già stata riportata e attende il suo ritorno.

In un’intervista a Repubblica parlando di Micaela Ramazzotti, con la quale è sposato dal 2009, Paolo Virzì diceva: «Ha dentro di sé una ferita e anche un mistero che forse non riuscirò mai a penetrare. Quando l’ho incontrata al provino di Tutta la vita davanti, pensavo fosse come il personaggio che le stavo proponendo, poi ho scoperto che era anche un’altra cosa e poi un’altra ancora. Chi sia veramente Micaela non lo so». Proprio come Donatella e Beatrice: la vita di ogni uomo è un mistero che attende un rapporto dentro il quale possa, giorno dopo giorno, finalmente svelarsi.


La pazza gioia (IT 2016) di Paolo Virzì
con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Marco Messeri, Anna Galiena, Tommaso Ragno, Bob Messini, Sergio Albelli, Marisa Borini
dvd e Blu-Ray: 01 Home Entertainment

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