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Quel sabato straordinario a Monza

27/03/2017 - La lunga attesa al parco della Villa Reale con gli amici di Gioventù Studentesca della scuola. Poi la messa. «Rallegrati, il Signore è con te», le parole di Francesco entrano nel cuore. E tutto cambia. Anche una pizza...

Sabato 25 marzo sembra quasi un sabato qualunque se non che al posto della cartella con i libri di scuola esco di casa con uno zaino con tre panini, due merendine e tutto il necessario per affrontare una giornata, a in previsione piovosa, al parco di Monza. Con i ragazzi di GS della mia scuola prendiamo il treno e assieme ad altre migliaia di fedeli, tutti spaventati dalla lunga camminata a cui eravamo stati preparati, arriviamo al parco.

Il sole è spuntato e ci accompagna nelle ore di attesa. Gente che canta, gente che studia, gente che gioca a carte o che riposa distesa al sole. Qualcosa è iniziato a cambiare. Io e le mie amiche ridiamo, scherziamo e ci leghiamo in testa le bandane che i volontari stanno distribuendo come se non volessimo togliercele mai più, come a dire io ci sono e sono felice di esserci. Finalmente arriva la notizia che il Papa è partito dal carcere di San Vittore. Agitate ed emozionate corriamo alla transenna per riuscire a vedere quella persona che ha radunato un milione di fedeli, prova del fatto che quel Fatto è avvenuto davvero. La papamobile ci sfreccia davanti, Francesco è arrivato e la gioia si legge sui volti di tutte le persone che mi stanno accanto.

Inizia la messa e sono incredibili il silenzio e la pace che accompagnano la celebrazione. Le parole del Papa durante l’omelia richiamano la mia attenzione. «Rallegrati, il Signore è con te». Ed era proprio quello che stava accadendo. Il Signore era lì in quel momento, attraverso i volti di tutti i presenti. «Una gioia che genera vita, che genera speranza, che si fa carne nel modo in cui guardiamo al domani, nell’atteggiamento con cui guardiamo gli altri. Una gioia che diventa solidarietà, ospitalità, misericordia verso tutti», continua il Papa. Sabato 25 marzo non era più un sabato qualunque. L’annuncio di questo avvenimento ha toccato i cuori di tutti e ancora una volta ha risvegliato in noi il desiderio di incontrarLo sempre e ovunque. Per rendere possibile l’impossibile, per rendere un sabato qualunque, un sabato straordinario. Terminata la messa ci incamminiamo verso la stazione. La coda è lunga, le gambe e la schiena fanno male, ma i cuori sono così pieni di Lui che anche la fatica può essere affrontata con il sorriso stampato sul viso.

Alle 9 di sera varco la soglia di casa, una pizza calda mi aspetta, come d’altronde ogni sabato sera. Ma questa volta è tutto diverso.

Letizia, Milano

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