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La grande bellezza? È l'entusiasmo dei giessini

09/01/2017 - La Cappella Sistina, Caravaggio, i Fori imperiali, le catacombe, Cinecittà. E un selfie con il Papa. Un professore racconta i quattro giorni a Roma con i suoi ragazzi. Non lui a guidare loro, ma gli studenti a trascinarlo con la loro curiosità

Durante le vacanze di Natale, ho accompagnato a Roma un gruppo di giessini di Genova, Chiavari, Rapallo, Abbiategrasso, Magenta, Pavia, Arona e Treviso. Sono stati quattro giorni di grande intensità, mossi da una curiosità incalzante, ogni giorno tesi a scoprire qualcosa di nuovo. Più ci fermavano meravigliandoci per il bello che ci attraeva, più cresceva il desiderio di qualcosa di più. E di bellezza ne abbiamo vista e gustata tanta!

Quando abbiamo sussultato di gratitudine incontrando l’incontenibile voglia di vivere di alcune monache di Vitorchiano e quando siamo rimasti per un’ora incollati alla volta della Cappella Sistina. All’udienza con papa Francesco che ci ha nuovamente colpito per la sua umanità, tanto che alcuni ragazzi e ragazze di Arona sono riusciti ad avvicinarlo e a farsi un selfie con lui. Poi bellissimo il percorso alla scoperta di Caravaggio, guidato da alcuni ragazzi di Roma che ci hanno fatto vedere con i loro occhi quello che da soli non saremmo riusciti a scoprire neanche accompagnati da una guida professionale, perché è un’esperienza a far gustare la realtà.

Gli stessi ragazzi e ragazze di Roma ci hanno accolto per una serata di canti nella loro sede, un momento entusiasmante. Sempre una ragazza romana ci ha fatto scoprire, con una precisione impressionante, la Roma Antica: un cammino nel Foro Romano e nei Fori Imperiali segnato dalla profondità del suo sguardo. Interessante anche la visita a Cinecittà, dove abbiamo preso contatto con una delle forme espressive più importanti della nostra cultura. Per finire con la visita delle Catacombe, dove abbiamo visto che forza di vita muoveva la prima comunità cristiana e il suo primo Pontefice, Pietro.

È stata una corsa piena di entusiasmo, perché a lanciarla è stata la curiosità dei ragazzi. Il motore di questi giorni non è stato il programma che avevamo pur preparato, ma il fatto che per ogni ragazzo e ragazza la vacanza era diventata esperienza personale, che ognuno di loro, a ogni passo, scopriva che era in gioco la vita. Questo mi ha commosso: vedere ragazzi e ragazze in azione, desiderosi di gustarsi loro la vacanza. Lì ho capito che la vacanza diventava bella perché avevo di fronte dei giovani protagonisti. Così mi sono messo a seguirli e mi sono gustato di più quello che avevo preparato per loro. Ognuno guardava teso a scoprire il rapporto tra ciò che lo affascinava e le proprie domande. Mi hanno insegnato a gustarmi le cose, grazie al loro entusiasmo, segno della passione che scoppia con la fede.
Gianni, Abbiategrasso

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