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«Il voto e il mio compito»

10/11/2016 - La vittoria di Trump, che ha provocato tante reazioni (dallo shock alla gioia), e l'impegno che ci è affidato. Ma dov'è la speranza? «La notte delle elezioni ho desiderato vivere ancor più seriamente la mia vocazione». Lettera dalla California

Cari amici, so che i risultati delle elezioni presidenziali della scorsa notte hanno provocato tante emozioni diverse nelle nostre comunità. Dallo shock e il disgusto, al sollievo e la gioia. E tutto quello che ci passa in mezzo. Ma a prescindere dalla parte in cui ci siamo schierati - o dal non esserci schierati - è chiaro che siamo veramente dentro quel «cambiamento d’epoca» di cui parla papa Francesco.

La politica ridisegna il contesto in cui viviamo e per questo abbiamo il compito di impegnarci. Ci offre un motivo per entrare in dialogo con gli altri e un modo per tentare di portare un cambiamento nella società. Ma la nostra speranza non può essere legata al raggiungimento del potere da parte di un gruppo, piuttosto che di un altro, nel corso della storia. La nostra speranza sta nel fatto che ognuno di noi è diventato parte della storia della Salvezza, che ultimamente ha un nome: la Misericordia.

Duemila anni fa, la Palestina era un piccola colonia dell’Impero romano. Agli occhi degli osservatori del tempo, i risultati politici dell’Impero dovevano essere i fatti più importanti a cui prestare attenzione. La maggior parte della gente non aveva idea che un evento ben più sconvolgente, la comparsa a Nazareth di un “predicatore itinerante”, stava accadendo in mezzo a loro. Solo in pochi se ne sono accorti, ma nonostante quei pochi, era iniziato qualcosa di enorme.

Così la notte scorsa ho desiderato vivere ancora più seriamente la mia vocazione: la testimonianza di questa misericordia nel mondo, nella mia famiglia, con i miei amici, fra i mie studenti e i miei colleghi. Ma da solo tutto questo sarebbe un miserabile fallimento, perché mi conosco bene.
Per questo spero che voi mi possiate aiutare; Cristo ci ha raggiunti e ci ha resi compagni in questo momento particolare della storia, in questo preciso luogo della terra, in questo carisma unico. E abbiamo dei buoni esempi in don Giussani, don Carrón e papa Francesco. A noi tocca solo essere creativi e seguirli mentre ci conducono.

Damian, San José (California)

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